Autore: Leonardo Carrassi*
Tra i manifesti piú belli e fantasiosi di sempre, apprezzati da collezionisti e antiquari del mondo magico, spiccano certamente quelli di Servais Le Roy, illusionista belga, ideatore di illusioni e uomo d’affari, riconosciuto come l’inventore della celebre illusione Asrah. Tale numero, tutt’oggi conosciuto e portato in scena dagli illusionisti moderni, vedeva una fanciulla sdraiata e coperta con un velo che cominciava a levitare sopra il mago. Un grande cerchio veniva fatto passare per tutto il corpo fluttuante della ragazza per dimostrare l’assenza di sostegni, finchè il mago non tirava il telo lasciando sparire l’assistente volante nel nulla in una frazione di secondo.
Le Roy nacque a Spa, in Belgio, il 4 maggio 1865. Qui mosse i primi passi della sua carriera, per poi trasferirsi a Londra dove innauguró il suo laboratorio di illusioni ed attrezzi di scena. Inizió ad esibirsi con due illusionisti di origine tedesca, Imro Fox e Frederick Eugene Powell chiamando il terzetto magico “The Triple Alliance“. Tuttavia Le Roy passó alla storia per gli spettacoli presentati con la moglie inglese Talma (il cui vero nome era Mary Ford) e Leon Bosco. Viaggiarono col nome “The Comedians de Mephisto Co.” e “The Monarchs of Magic“, ma principalmente passarono alla storia come “Le Roy – Talma – Bosco”. La compagnia magica si esibí in lungo e in largo tra Europa, Nord e Sud America, Australia e Sud Africa.

Bosco fu un uomo grasso con attitudini comiche. Uno dei suoi effetti magici fu lo scambio delle teste di due uccelli vivi, numero che trova le sue origini nell’antichitá.

Si racconta che davanti ad una richiesta di denaro di fronte ad un rapinatore cominció a produrre monete dal nulla tanto da spaventarlo e metterlo in fuga.
Prima di essere assunta da Le Roy fu l’assistente di un lettore della mente.
Sposó Servais nel 1890 e dal marito imparó i rudimenti della prestigiazione, prendendo il nome di Mercedes Talma.
Si specializzó nella manipolazione di monete ispirandosi al grande Nelson Downs e dimostrando di poter esibirsi anche da sola, tanto da essere richiesta internazionalmente.
Nonostante i diversi cambi dovuti al terzo componente del gruppo, la compagnia lavoró a lungo ottenendo un ottimo successo e per un periodo Le Roy accettó anche un contratto da parte di Horace Goldin mettendo momentaneamente da parte il suo show.
Il 19 ottobre 1930, ormai non piú un giovanotto, il mago fu investito da un’automobile a New York City rimanendo in ospedale con ferite multiple per nove giorni. Non fu questo a fermarlo poichè non appena si riprese continuó a creare illusioni e di tanto in tanto ad esibirsi.
Il 6 giugno 1940, all’età di 75 anni, si esibí in un nuovo show chiamato “Never Before Such a Magic Show” nel Teatro Heckscher a New York City. L’idea fu di Sam Margules, che stava mettendo insieme il S.A.M. show annuale. Le Roy tornó quella sera ad esibirsi per la prima volta dopo anni, e con uno staff completamente nuovo. Avendo provato lo spettacolo solo una volta e con nuovi assistenti, purtroppo venne fuori un disastro. Quello fu l’ultimo spettacolo della sua vita e pare che la sua storia ebbe un triste epilogo poichè un giorno raggiunse uno dei depositi nel quale conservava i suoi attrezzi e con un’ascia distrusse tutto, lasciando il materiale in pezzi sul marciapiede per essere prelevato dagli spazzini. Con questo gesto voltó definitivamente le spalle alla magia, concludendo tristemente la sua carriera. Sopravvisse a molti amici e a sua moglie che lo abbandonó diversi anni prima, probabilmente deluso e triste. Lasció tuttavia un bagaglio di invenzioni e innovazioni che non hanno sofferto il corso del tempo, restituendo alla magia e alla comunitá magica internazionale veri capolavori. Oltre alla meravigliosa Asrah, a lui vengono accreditate la paternitá di diverse illusioni tra cui “Where do the ducks go?”, “The Modern Cabinet”, “The Palanquin” e “The Costume Trunk”.
Leroy e talma terminarono i loro giorni a Keansburg, New Jersey, luogo dove si trasferirono nel 1930. Lei morí il 13 luglio 1944, Servais il 2 giugno 1953.

Fonti
– Mike Caveney e William Rauscher, Monarch of Mystery (1999).
– Milbourne Christopher, Panorama of Magic, Dover, 1962
