Carlo Rossetti, non solo un prestigiatore

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L’ammiraglio della Magia

E’ con grande piacere che oggi vorrei parlarvi di un’esperienza insolita e fortunata vissuta qualche anno fa. L’articolo infatti non è proprio recente, ed è già stato pubblicato su riviste cartacee, dunque nulla di inedito. Nella sezione storica di questo blog ho deciso tuttavia di condividere tutti gli articoli che negli anni hanno fatto il giro delle riviste magiche perché non rimangano confinate nei club o a prendere polvere nelle librerie.

Ma arriviamo a noi. Durante le solite chiacchere magiche fuori dal Clam, il club dell’Arte Magica di Milano, Lorenzo Canovi, egregio prestigiatore di grande esperienza, mi confidò di aver conosciuto uno dei nipoti del leggendario Carlo Rossetti. Senza far complimenti gli strappo il numero di telefono, e ovviamente il giorno dopo mi attacco al cellulare: “buongiorno, mi chiamo Leonardo, socio del…amico di…, sono venuto a conosceza del suo rapporto di parentela con l’ammiraglio Rossetti”. Silenzio. “non le nego l’emozione e l’imbarazzo, vorrei solo sapere quando posso portarle via del tempo per farle qualche domanda su suo nonno”. La risposta fu breve, del nonno sapeva poco e niente, tuttavia con un po’ di fortuna due persone sarebbero state in grado di aiutarmi, le figlie. Dovevo solo portar pazienza e sotto suo consiglio non chiamarle per evitare di risultare troppo invasivo. Allora le bimbe dell’ammiraglio avevano circa 85 anni, se non ricordo male. Mi suggerì quindi di scrivere una lettera, e in poche parole di comportarmi proprio come un gentiluomo. Nel giro di una settimana seppi che le signore si erano dette entusiaste di rispondere a qualsiasi domanda sul padre, un parente mi aveva mandato una mail con i due recapiti telefonici invitandomi a chiamare senza indugiare. La ricerca era iniziata con tutte le carte in regola.

Chi era Carlo Rossetti? Dal nostro punto di vista, la domanda sembra richiedere una sola risposta, ma sarebbe assai riduttivo, se non errato, definire questo signore d’altri tempi solo un prestigiatore dilettante. Carlo fu innanzi tutto un uomo di grande cultura, capace di sorprendere con molte virtù, fu un artista, un tecnico, un hobbista, e un collezionista. Rossetti fu un viaggiatore, un diplomatico, un uomo di mondo, ed in fine un dilettante illusionista. La magia fu solo una delle sue innumerevoli passioni. C’è chi per la vita tenta di inseguire un sogno con difficoltà, grandi menti invece sanno coordinare i propri passi verso più direzioni senza smarrirne gli obiettivi. Per questione di privacy non potrò chiamare le figlie di Carlo per nome, ma cercherò di riportare più fedelmente possibile qualche aneddoto che mi è stato raccontato, poche righe che ricorderanno Rossetti con una sfumatura insolita.

Carlo Rossetti nasce a Torino nel 1876, e a 13 anni si arruola all’accademia navale di Livorno uscendone quattro anni dopo come guardia marina. La sua carriera continua fino ai 32 anni, momento in cui si congeda come capitano di vascello. Successivamente fu importante il suo ruolo diplomatico nelle colonie italiane come ministro plenipotenziario, munito quindi di pieni poteri dal re, autorizzato a negoziare e firmare trattati internazionali. Durante la seconda guerra mondiale fu richiamato in marina con grado di ammiraglio. L’Italia conosceva Rossetti come un uomo in divisa, ma pochi sapevano quali fossero le sue passioni, in che modo Carlo si distraeva, e che nonostante le sue grandi responsabilità riusciva a trovare il tempo e la voglia di esprimersi con diversi hobby, talvolta insoliti. Le figlie parlano del padre come una persona precisa e metodica, e nonostante i volti austeri delle fotografie rese pubbliche, raccontano di lui come un uomo gioviale, amante della compagnia e del gioco. Amava molto la cultura, si racconta di Rossetti come un uomo dotto e curioso, al punto che la sua collezione di libri ammontava a diecimila esemplari. Il suo studio era letteralmente invaso da pile di quotidiani che sembrava archiviasse con dedizione, e una delle sue passioni più bizzarre fu un’immensa collezione di piantine grasse di cui possedeva innumerevoli generi. Grande amante di grafologia, poliglotta e esperto linguista, autore di decine di pubblicazioni tra cui libri di linguistica tutt’ora validi nello studio del francese e dell’inglese. Viaggiatore incallito, amante dell’Africa e dell’Asia, uomo di grande personalità e carisma, personaggio ironico che amava tener banco ad ogni riunione di famiglia con scherzi e giuochi dilettevoli, grande collezionista di mazzi di carte da gioco e centinaia di giochi di prestigio acquistati nelle case magiche internazionali, uomo dalle mille risorse, ed ovviamente, con grande merito, prestigiatore e autore di tre magnifici testi sull’arte magica, libri rari e relativamente costosi, opere gelosamente custodite dai collezionisti di magia.

La prima di queste magnifiche opere, Magia delle carte”, è un testo prettamente cartomagico, lo scritto più importante di Rossetti, pubblicato nel 1935 (faranno seguito numerosissime edizioni, talvolta arricchite di materiale aggiuntivo). Il secondo volume “il trucco c’è ma non si vede”, esce nel 1944, e tratta di svariati argomenti tra cui i giuochi classici della prestidigitazione, quali i bussolotti, ed effetti di manipolazione, mentalismo, magia generale e matematica. Importantissimi i cenni storici sull’arte magica riportati su questo volume. “Mago in due minuti” invece sembra più essere un libercolo alla portata di tutti, con pochi effetti facili e divertenti per un pubblico forse più curioso che altro. Quest’ultima opera oggi è davvero introvabile. Ciò che in realtà distingue questi libri dalle poche opere dei suoi contemporanei, lo si evince nel metodo esplicativo sia per ciò che riguarda la tecnica, che per l’importanza data a presenza e rappresentazione. Il mago deve avere un certo stile, deve essere una persona di cultura e saper presentare i propri numeri. La tecnica quasi passa in secondo piano, il modus diventa la chiave di lettura. Un prestigiatore deve vestire in maniera adatta, non deve sottovalutare l’importanza e la potenzialità del dialogo, si dovrà esprimere in maniera più che comprensibile con l’aiuto di un lessico corretto e forbito. La personalità e la cultura dell’esecutore esalteranno e daranno importanza alla performance, la buona tecnica renderà il giuoco fluido e pulito.

Carlo Rossetti non fu mai un professionista, ma certamente un grande esempio di dilettante al servizio di tutti gli appassionati, professionisti compresi, uno studioso dell’arte ed un provetto esecutore di giuochi magici.

 

4 commenti su “Carlo Rossetti, non solo un prestigiatore”

  1. Magia delle Carte, trovato in un una biblioteca pubblica di Torino. Ho iniziato a leggerlo da poco ma nn riesco piu’ a smettere!!

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