JASPER MASKELYNE, IL MAGO DELLA GUERRA

JASPER MASKELYNE, IL MAGO DELLA GUERRA

di Leonardo Carrassi *

Nevil (1863-1924) e John Nevil (1839-1917), rispettivamente il padre e il nonno di Jasper, ne sarebbero stati orgogliosi. Tuttavia nessuno di loro ebbe la fortuna di godere dell’ultimo grande successo della dinastia Maskelyne. Jasper fu qualcosa di più, il suo contributo permise al mondo di sconfiggere la minaccia nazista, questo grazie alle sue attitudini magiche e alla profonda conoscenza dell’arte di famiglia, l’illusionismo.

Quando la realtà supera la fantasia

Quando la seconda guerra mondiale fu una certezza e l’Inghilterra venne minacciata dai tedeschi, Jasper Maskelyne decise di arruolarsi volontario persuaso di poter offrire un valido contributo grazie alle tecniche illusionistiche di cui faceva tesoro. All’inizio lo scetticismo generale gli fu d’intralcio finché non riuscì a sottoporre le sue idee direttamente al primo ministro Winston Churchill che gli affidò subito una piccola brigata autonoma. Venne così spedito in Egitto con una squadra davvero particolare formata da disegnatori, falegnami, ceramisti, vetrai, pittori, musicisti, artigiani e artisti di vario genere. Il suo capolavoro stava per cominciare. Mentre in Europa l’avanzata tedesca centrava i propri obiettivi preoccupando il mondo intero, Maskelyne realizzava un falso porto bel illuminato, a nove chilometri dal vero porto di Alessandria completamente al buio. Con ingegnosi giochi di luce fece sparire il Canale di Suez ed evitò che il porto e le navi in transito venissero bombardate dagli aerei tedeschi. Ma una delle sue più grandi idee fu sviluppata ad El Alamein nel ’42. L’esercito di artisti costruì un intera divisione corazzata di cartone, composta da carri armati e fantocci. La corazzata fittizia fu posizionata in prima linea ad attendere l’attacco dell’esercito tedesco, e tutto ciò mentre l’autentica divisione metteva in atto una manovra di aggiramento che avrebbe permesso agli inglesi di prendere il controllo del mediterraneo, allontanando dal canale di Suez l’armata di Rommel. Un trucco simile venne usato anche nella battaglia più importante della seconda guerra, la battaglia del tanto atteso sbarco il cui luogo era ovviamente segreto. Attività di spionaggio e tecniche di inganno furono decisive, e ancora una volta Maskelyne fu uno dei protagonisti. Bisognava convincere Hitler che lo sbarco degli alleati fosse destinato sullo stretto di Dover e per far ciò la messa in scena fu degna di Hollywood: posticci traffici radio, bombardamenti in aree superflue, rifornimenti paracadutati in zone sbagliate, carri armati gonfiabili, finte imbarcazioni, finti rimorchiatori e imbarcaderi, aerei di compensato, e dulcis in fundo la regia comprendeva il rumore di un grande esercito. Che dire?!

Nei libri di storia tutto ciò è vagamente accennato, e Maskelyne non ebbe particolari onorificenze. Negli ultimi anni alcuni storici hanno inoltre sminuito i meriti bellici del grande illusionista, assegnandogli un ruolo molto marginale. Ad ogni modo l’Inghilterra custodisce importanti documenti che verranno resi pubblici solo nel 2021, quando apriranno gli archivi storici relativi alla Seconda Guerra Mondiale, fino ad allora non vi saranno certezze. La vicenda di Jasper rimane molto discussa, ma una cosa è certa, l’illusionista figlio di una delle famiglie magiche più autorevoli, mise il cappello sulla storia di famiglia. Purtroppo il destino, a volte ingrato, lo volle solo, vecchio e dimenticato da tutti con gravi problemi di alcolismo. Morì a Nairobi (Kenia) nel 1973 dopo aver aperto una scuola guida.

Per chi fosse interessato a proseguire le ricerche si consiglia Fisher, D. (2005). Il Mago della Guerra. Longanesi, Milano.

Jasper Maskelyn

Jasper Maskelyne

1 Commento

  1. Matteo Angrisano

    Che bell’articolo bravo Leo!

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