LE ORIGINI DI “ABRACADABRA”

Autore: Leonardo Carrassi*

Se qualcuno dovesse interrogarvi sul significato della parola “Abracadabra” sapreste rispondere? Maghi, prestigiatori o appassionati d’arte magica non dovrebbero farsi trovare impreparati. Ecco perchè cercheró di spiegare nel modo piú semplice possibile quali siano le sue origini.
Questa parola non trova né una collocazione storica sicura, né un significato certo, tuttavia sará mia cura riportarvi tutte le informazioni necessarie, un “centone” di quanto è di mia conoscenza, di pagine lette in passato su libri magici, e di qualche estratto attendibile sul web. Origini e definizioni potranno sembrare interessanti per molti e noiose per altri, io stesso non amo denominazioni e ricostruzioni labirintiche, tuttavia sono certo che molti troveranno in questi dieci minuti di lettura uno spunto interessante per presentare qualche gioco.
Siamo o non siamo degli affabulatori? Verrò quindi al dunque. Probabilmente aprendo qualche vecchio libro di magia avrete trovato questo simbolo.

 Quante volte si può leggere la parola Abracadabra nel triangolo capovolto?


Quante volte si può leggere la parola Abracadabra nel triangolo capovolto?

Questo simbolo è quanto di più certo si conosca sulla parola e quindi non molto, infatti le interpretazioni e le teorie ad esso legate sono numerose. Secondo l’archeologo Godfrey Higgins vissuto a cavallo tra il XVIII e XIX secolo la parola avrebbe origine in Abar (dio in celtico) e cad, il cui significato è “santo”. Unite erano usate sul Kameas, il celebre quadrato magico che prestigiatori e mentalisti conoscono.
Secondo la spiritualista Melena P. Blavatsky vissuta nell’ottocento, Abracadabra deriverebbe da Abraxas o Abrasax, parola inintelleggibile con cui venivano nominate pietre usate come amuleti che portavano incise la suddetta parola (nel mondo greco romano serviva ad invocare gli spiriti contro la sfortuna e contro le malattie). La stessa parola Abraxas è una corruzione di una parola egizia il cui significato era “non mi nuocere”.
Non è finita qui, secondo l’esoterista Aleister Crowley vissuto a cavallo del XIX e del XX secolo Abracadabra sarebbe “la parola del Aeon” e rappresenterebbe la Grande Opera completa, un archetipo di tutte le azioni magiche minori.
Altri ricercatori definiscono Abracadabra il nome di un demone legato a riti esorcistici.
Tutto Qua? Ricercando il significato e l’origine della parola tuttavia mi sembrava mancasse qualcosa, e l’idea di cercare aiuto su Wikipedia non mi allettava. Di solito non mi fido ciecamente di questa enciclopedia online, ed anche in questo caso il risultato è stato deludente, qualche riga senza nessuna spiegazione esaustiva. Riporto lo scarso risultato della ricerca di seguito: Abracadabra (in greco antico ἀβρακαδάβρα) è un vocabolo in uso nella magia mistica antica che nonostante le etimologie proposte è definito per sé stesso inintelleggibile.
Viene considerata la parola universalmente più adottata fra quelle pronunciate senza traduzione nelle singole lingue.
Ci sono varie ipotesi circa l’origine del termine:
• Una proveniente dall’aramaico Avrah KaDabra che significa Io creerò come parlo.

• Altre proveniente dall’ebraico ha-berakiih daberiih ossia pronunciare la benedizione o da Abreq ad habra con significato di invia la tua folgore fino alla morte.

Ma nulla è da buttar via quindi prendo spunto per continuare e cerco di capirci di più. La mia libreria nonostante i numerosi volumi non mi può aiutare e spulciando nel sito della Società Teosofica trovo qualche informazione più articolata.

Secondo alcuni studiosi la parola ebraica sarebbe una invocazione religiosa che andava scritta su un foglio in righe successive, diminuendo via via di una lettera, ottenendo quindi un triangolo capovolto. Il foglio veniva poi legato al collo dei malati per un certo numero di giorni. Per chi volesse saperne di più vi sarebbe un’altra ipotesi sulla derivazione dalla frase ebraica Ablanathanalba, tuttavia preferirei soffermarmi su ha-berakiih daberiih le cui informazioni ripor- tate dalla Società Teosofica non soddisfavano comunque la mia curiosità.
Trovo quindi qualcosa di più consistente che riporterò da una pagina web di cui non garantisco affidabilità, ma che tuttavia mi incuriosiva. Ho cercato solo di rendere più chiaro il testo perché era scritto davvero in malo modo:
La frase è di certo non casuale come potrebbe apparire a prima vista.
Bisogna inscrivere la formula che costituisce queste nove lettere (in ebraico non si scrivono le vocali e dunque HA BE RA HA CA AD BE RE HA si scrive cosi:
HBR HCD BRH) su nove livelli, e si posizionano nella seguente maniera, affinché si scenda progressivamente fino alla “H” originale (Aleph che si pronuncia Ha).
La prima testimonianza conosciuta si trova nel Liber medicinalis di Sereno Sammonico, medico presso l’imperatore romano Caracalla, il quale prescrisse che il paziente malato indossasse un amuleto contenente la parola scritta in forma di un triangolo capovolto:
HBR HCD BRH
HBR HCD BR
HBR HCD B
HBR HCD
HBR HC
HBR H
HBR
HB
H
Questa disposizione è concepita in maniera da captare il meglio possibile le energie del cielo e di farle scendere fino agli umani. Bisogna immaginare questo talismano come un imbuto attorno al quale danzano in spirale le lettere che costituiscono la formula “Habracadabra”, infrangendosi in un tumultuoso vortice. Ghermisce e concentra nella sua estremità le forze dello spazio-tempo superiori.
In oltre può fornire un altro importante significato: la nascita del nostro universo. H= Aleph: l’idrogeno
HB: Aleph-Beta: (alfabeto) Elium HBR= Ossigeno
Pronunciando la formula HABRACADABRA si annuncia la magia.

Si racconta il più bello, il più grande, il più straordinario gioco di prestigio: la nascita del nostro universo-spazio-tempo.

[…] (nel mezzo una descrizione cabalistica molto complicata e quasi incomprensibile)
Il popolo di Yahwe iniziava a scoprire le malattie, soprattutto dovute al mal nutrimento e alla sovrapopolazione che stava infestando l’Egitto. Le grida dei sacerdoti arrivarono alle orecchie di Yahwe, e dunque egli dona a Melchisediek (uno dei suoi sacerdoti prediletti dell’epoca) uno strumento per guarire il suo popolo. Si tratta di un dispositivo di forma piramidale a 4 lati, dove su 3 dei dei quali erano disposti 21 tasti. Questa piramide è fatta di pietre, e i tasti sono anch’essi di pietra. Su ogni tasto è rappresentata una lettera ebraica. Manca però la Mem, simbolo di Morte.

Colui che aveva per compito di guarire doveva spingere i tasti della piramide in corrispondenza dei sintomi che aveva il paziente affetto dalla malattia. Una volta trovato la combinazione giusta, il medico doveva spingere gli stessi tasti su tutti e tre i lati della piramide. Il quarto lato della piramide, essendo vergine di tasti, veniva dunque a riposare sulla parte dolorante del paziente.

La formula descritta dei sintomi per la febbre dovuta ad un infezione fisica, corrisponde alle lettere HBR HCD BRH e dunque all’ABRACADABRA moderno.

Tornando a noi i sumeri sapevano del potere di tale formula e ne avevano preso spunto per chiamare Abbatari il fungo da loro usato nelle cerimonie, i cui effetti erano ovviamente allucinogeni, e il cui scopo era creare allucinazioni visive negli stessi cerimonieri. I sacerdoti sumeri e poi gli Assiri usavano portare al collo l’amuleto con la parola scritta nella disposizione a triangolo di cui parlavamo. Questa disposizione a triangolo capovolto simboleggiava il potere di attrarre le energie del cielo. Sull’origine di Abracadabra si potrebbe- ro scrivere decine di pagine, senza ancora essere totalmente esaustivi, chi vorrà potrà quindi approfondire maggiormente.
Vi lascio quindi con un sonoro Abracadabra! E che la magia sia con voi!

abracadabra

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