Richard Potter, l’illusionista massone afroamericano che diede il nome ad una città

Autore: Leonardo Carrassi*

Richard Potter fu il primo mago professionista nato in America, nonchè il primo prestigiatore di colore e il primo ventriloquo di successo. Durante la sua carriera approfittó della credenza diffusa per la quale i luoghi esotici del mondo conservano una vera cultura magica, e che alcuni abitanti di queste terre posseggo poteri magici. Per tanto non fece altro che dare al pubblico ció che il pubblico voleva, alimentando il mistero e il folklore sulla sua identitá.

Potter nacque nel 1783 a Hopkinton, Massachusetts, da una schiava afroamericana di tale Sir Charles Frankland, un esattore delle tasse. Con buone probabilitá il padre di Potter fu uno dei figli del Signor Frankland.

Attorno al 1793 il piccolo Richard si recó in Gran Bretagna come mozzo con un certo Capitan Skinner. Ma ben presto capí che la vita di mare non faceva per lui e si suppone che scoprí l’arte magica grazie al mago e ventrilocuo John Rannie, che lo prese come assistente per un tour europeo. Di li a poco, verso il 1800 si sarebbero trasferiti negli Stati Uniti unendosi ad un circo itinerante.

Nel 1811 John Rannie tornó in Gran Bretagna lasciando a Potter una straordinaria conoscenza della prestigiazione e della ventriloquia. Quell’anno Potter cominció la sua carriera presso l’Exchange Coffee House di Boston con sua moglie Sally come suo assistente.

Divenne massone inglese unendosi all’African Lodge No. 459, loggia tutt’oggi in attività e negli anni ’20 fu riconosciuto come un massone di grande importanza.
Fu definito “Black Yankee”, sfruttando il suo aspetto esotico e la sua carnagione scura. Alimentó inoltre il fascino sulle sue origini dichiarando di essere il figlio di Benjamin Franklin.

In Alabama fu vittima di un episodio di razzismo, rifiutato da un albergo a causa del suo colore di pelle, e questa non fu che una delle tante difficoltá che riscontró Potter a causa dei pregiudizi raziali dei tempi. Tuttavia il suo carisma e i miracoli magici anticiparono quasi sempre le sue origini africane e i locali da cui normalmente sarebbe stato cacciato, videro spesso nel mago, non piú il colore della pelle, ma l’occasione per guadagnare molto denaro. Di riflesso Potter divenne sfacciatamente ricco, basti pensare che durante la breve permanenza in una cittá poteva guadagnare ció che un comune lavoratore metteva da parte durante anni di mestiere. La sua fama fu tale che la città di Potter Place, New Hampshire, porta oggi il suo nome, la prima cittá americana col nome di un afroamericano.

Tra i suoi numeri mostrava di poter immergere le mani nel piombo fuso, friggere le uova in un cappello, far parlare i cappelli degli spettatori, rompere e restaurare un orologio del pubblico, far passare le monete attraverso un tavolo, toccare un ferro rovente con la lingua, camminare su mucchi di uova senza romperle. Una leggenda popolare racconta che durante una esecuzione all’aperto, una folla di gente lo vide salire su una corda in verticale nell’aria, e scomparirvi in cima, circondato da molti spettatori.

Dopo la sua morte, suo figlio, Richard Potter, Jr., ha continuato la professione del padre, tuttavia riscosse poco successo e l’embrione della dinastia Potter si spense ancor prima di nascere.

Potter morí il 20 settembre 1835. Un piccolo cimitero adiacente alla Potter Place RR station conserva i suoi resti e quelli di sua moglie Sally.

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