Recensione della conferenza sull’ipnosi di Riccardo Negroni al Magic Circle

Quando l’ipnosi italiana entra nelle grazie del circolo più importante del mondo

Ricordo ancora quando un giovanissimo Riccardo Negroni veniva a documentarsi in studio da me, portando a casa questo o quel libro sull’argomento ipnosi. Inutile dire che oggi Riccardo ha superato tutti.

Leo

Recensione di Marcus Morgan

” È una fredda serata di gennaio e, grazie allo sciopero che ha colpito i mezzi pubblici in città, ho camminato da Waterloo fino a Headquarters per assistere ad una conferenza sull’ipnosi.

Premetto che non sono un grande fan dell’argomento e il circolo non è neanche pieno per metà, sempre a causa dello sciopero. La mia aspettativa della serata è molto bassa. Penso tra me e me: “Se non avessi dovuto fare la recensione me ne sarei rimasto volentieri a casa…”   Mi ricordo che sbadigliai quando…

3, 2, 1 …  Ho aperto gli occhi…

È una fredda serata di gennaio e sono seduto nel taxi diretto verso casa, nel mio quartiere di Surrey.

Ho appena trascorso una bellissima serata apprendendo nozioni nuove su temi quali la presentazione, la misdirection, il controllo del pubblico, gestire le aspettative, usare pattern linguistici specifici per amplificare un effetto magico, oh… e si certo, l’Ipnosi… Ricordo benissimo quando sono stato Ipno… almeno credo di… Vabbè non importa.

Riccardo Negroni è un giovane e affascinante uomo Italiano, che ha improvvisamente fatto sentire metà dei presenti molto più anziani di quanto non fossero in realtà, data la sua giovane età. Nel suo lavoro mescola costantemente Magia e Ipnosi ed è subito lampante lo studio e la ricerca personale che questo artista ha compiuto negli anni in questo campo. Il fatto che non umili mai i suoi spettatori (come di solito si vede fare in alcuni show dalle stesse tematiche) è stato molto impressionante. Nessun arto viene violentemente strattonato, nessuna testa schiaffeggiata e nessuno dei presenti improvvisamente crede di essere un pollo o Napoleone Bonaparte.

Ci ha chiesto cosa pensassimo fosse l’ipnosi; le risposte andavano dal “controllo mentale” allo “sfruttare la cortesia degli spettatori” e a suo merito, non ha fatto mistero che nell’ipnosi da palcoscenico possano essere entrambe risposte corrette. È possibile che le persone entrino in un vero stato di “trance-ipnotica“, così come è possibile che collaborino più cosciamente.  

Ma alla fine, è davvero così importante? Dopo tutto, non vogliamo che nota una doppia presa sveli il meccanismo della tecnica che abbiamo appena eseguito, quindi… tanto meglio se non lo fa! 

E dopo qualche piccolo esercizio di riscaldamento Riccardo è pronto per la sua prima dimostrazione. 

Dopo aver scelto un volontario dal pubblico gli è stato reso impossibile separare due semplici penne che lo stesso teneva tra le mani davanti a se, un secondo dopo anche le sue braccia e il suo corpo erano completamente bloccati fino ad essere diventato incapace di dire anche solo una parola!  Finita la performance ha ordinatamente destrutturato l’effetto per noi, spiegando dettagliatamente i trucchi linguistici utilizzati per rinforzare le suggestioni. Le sue teorie sullo “Yes-Set“, il “Looping” e sull’ (estremamente esilarante) “postulato conversazionale” trovano molte applicazioni anche nella prestigiazione moderna, e sono dunque state molto apprezzate da tutti i presenti.

Successive performance, nelle quali Riccardo combina script ipnotici con tecniche manipolatorie più o meno complesse, sono state altrettanto interessanti e sorprendenti. La sua filosofia di combinare una suggestione ipnotica con un gioco di magia è incredibilmente brillante ed efficace, dove l’una completa l’altro in un connubio perfetto e inspiegabile che genera un momento di autentica meraviglia.

Alla fine della serata tutte le credenze e i preconcetti negativi che avevo sull’Ipnosi erano scomparsi , ed ero desideroso di imparare di più  sull’argomento, dopo aver vissuto una così bella esperienza. Sono davvero contento e soddisfatto di aver lottato contro le condizioni climatiche e i problemi della città per esserci stato!”

                                                  Marcus Morgan

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