Occultista, illusionista, sedicente scienziato, pioniere della fantasmagoria e massone, Jacob Meyer fu probabilmente il primo mago nativo americano. Difficile tuttavia attribuirgli questo primato poichè, pur risquotendo molto successo, si esibì solo in Europa.
Jacob proveniva da una famiglia ebrea di Philadelphia e quando si convertì al cristianesimo, adottò il nome della sua città natale (in vita fu anche conosciuto come Meyer Philadelphia o Philadelphus Philadelphia). La sua data di nascita non è certa, ma si pensa possa essere nato il 14 agosto 1735.
In giovane età mostrò un’inclinazione per la matematica e la fisica. In piena epoca dei lumi, contemporaneo e poco più anziano di Pinetti, cominciò a viaggiare in lungo e in largo esibendosi tra Irlanda, Portogallo e Spagna. Poco più che ventenne quindi, nel 1758 approdò in Inghilterra presentandosi come scienziato, millantando una preparazione accademica che non aveva, caratteristica di molti maghi e ciarlatani dell’epoca.
Nel 1765 si trasferì in Germania ed insieme al Cavalier Pinetti, fu certamente il mago più celebre del secolo. Ancor prima del mago italiano quindi, si fece un nome nei luoghi meglio frequentati d’Europa arrivando fino in Russia. Fu mago di corte del duca di Cumberland che servì anche come alchimista e astronomo. Nel 1771 si esibì a San Pietroburgo davanti a Caterina II di Russia, e ad Istambul si fece notare dal sultano Mustapha III. Due anni dopo si hanno tracce del mago a Vienna, che scacciava i fantasmi presso la corte di Giuseppe II, mentre a Berlino si fece bandire dalla città da Federico II di Prussia, che rimase scosso dal potere che Philadelphia dimostrava di leggergli nella mente. Inoltre, essendo Meyer membro dell’ordine segreto occulto ed ermetico dei Rosa Crocie, fu questo un altro buon motivo per confinare il mago.
Fu probabilmente il primo nativo americano a scrivere un trattato magico, un piccolo volume datato 1774, dal titolo “Strange and Suitable Feats”.
Il suo declino cominciò nel 1777 quando, a causa di una campagna satirica e diffamatoria di Georg Christoph Lichtenberg, si rifiutò di tenere una rappresentazione a Göttingen, città nel centro della Germania. Tramite diversi manifesti Lichtenberg diffuse la veritá sul sedicente scienziato, palesando che i suoi esperimenti fossero giochi magici. I manifesti, nominati “L’Avertissement di Lichtenberg“, presentavano i trucchi stravaganti e miracolosi che Philadelphia doveva eseguire, proprio come allora si annunciavano le prodezze di un mago. Philadelphia quindi lasciò la città senza esibirsi e con la coda tra le gambe, probabilmente nero di rabbia.
Nonostante questo incidente di percorso Philadelphia fu molto in gamba nella comunicazione e nella promozione di sè stesso, altra caratteristica che aveva in comune con Giuseppe Pinetti. Le sue rappresentazioni misero in discussione la scienza e fecero discutere tanto da essere considerato storicamente il rivale di Cagliostro.
Tra gli effetti magici che caratterizzavano il suo repertorio, degni di nota furono la sua capacità di essere visto contemporaneamente in quattro luoghi differenti, esperimenti di lettura del pensiero e la pioggia di fiori dal cielo. Inoltre le rappresentazioni di Meyer avevano sovente a che vedere con la produzione di fantasmi dal fumo o con la lanterna magica, spesso utilizzando i metodi di tale Dott. Christopher Witt, pioniere dello spiritismo e occultista, nonchè mentore e responsabile della sua istruzione giovanile.
La sua morte si pensa che sia giunta nel 1795.

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