La Mano Grigia – Perchè il Fism di Gerry continua a deludere.

Masters of Magic piace? Ai prestigiatori no, e al pubblico?

 
Abbiamo visto la terza puntata di Masters of Magic, e a questo punto dubito che la quarta ed ultima possa farci dimenticare con un colpo di sgrassatore quanto abbiamo visto fin’ora. A dire il vero ci contavo fin dalla seconda tranche, ma purtroppo il mio ottimismo si è infranto giá giovedi scorso dopo i primi cinque minuti.

Nonostante ció che pensiamo noi maghi, sempre influenzati da un occhio troppo critico, ho visto molte persone entusiaste dopo la prima puntata, conscio peró che il pubblico medio sa farsi piacere persino programmi dello spessore di Pomeriggio 5.

Tuttavia prendendo in esame quest’ultimo giro di boa, mi sovvengono dubbi anche sul gradimento di quel pubblico onnivoro che inizialmente mi pareva soddisfatto. È solo una sensazione dettata dai commenti di alcuni “profani” che hanno voluto ciaccolare di Masters of Magic con me a fine programma, chi in chat, chi dal vivo. La frase piú comune che ho ascoltato è stata “incredibile, ma come fanno?!”, e alla mia domanda “hai visto tutto il programma?”, la risposta è stata nel 100% dei casi un timido “no”. Ho quindi la sensazione che la gente non abbia rinunciato a guardare Mom, ma che non abbia neanche rinunciato a fare zapping.

Vi è curiositá ovviamente, ma è probabile che questo entusiasmo naturale per la magia, venga saturato dagli schemi del programma. È plausibile infatti che l’importanza data ai numeri (poca) sia direttamente proporzionale all’interesse che il programma abbia suscitato nella gente.

Ovviamente i miei conoscenti non fanno testo dal momento che non ricevo i feedback di tutti gli italiani, ma rimango dell’idea che i dati televisivi, incoraggianti o negativi che siano, servano a poco. Come giá scritto nell’articolo precedente, la qualitá di un programma non si misura in numeri, diversamente il Grande Fratello, Uomini e Donne o il Tg4 dovrebbero rappresentare l’orgoglio televisivo italiano.

 
 I numeri, e la magia e l’evento non hanno avuto il ruolo centrale

 
Non considerando che si è continuato a parlare di attrezzature “sottili”, che non vi è stato un numero che il telespettatore abbia goduto senza anticipazioni sul climax, e che detto fra noi, molte informazioni date sull’arte magica fossero “border line” se non scorrette, il programma continua ad essere una sorta di Sabato al Circo (per chi ricorda la trasmissione degli anni ’90). Lasciando perdere anche la definizione di “misdirection” che ci ha fatto accapponare la pelle, piuttosto che l’uscita di Gerry Scotti sul come secondo lui, comprando tanta attrezzatura “anche lui sarebbe mago”, queste messe in onda non esprimono comunque né un campionato FISM (oggi chiamato MOM) né uno spettacolo di arti visuali:

I numeri sono solo cornici di una conduzione televisiva dominante e la musica degli act è addirittura stata messa in sordina per dare importanza alla portineria fuoricampo. Ma chi ha pensato ad una regia tanto incosciente? Non credo Masters of Magic, ma chiunque sia era meglio che lasciasse fare a Topogigio.

Domenico Dante che avrebbe dovuto rappresentare il cerimoniere per eccellenza (non parlo di conduzione) è sempre stato ridotto a fare la velina. Televisivamente parlando a nessuno importa che Domenico sia o meno una valletta, voglio solo dire che è mancata è la forma e lo spessore cerimoniale che lo spettacolo e la magia avrebbero meritato in occasione del FISM.

Raul Cremona, che avrebbe dovuto essere la liaison vincente tra il FISM e il pubblico italiano, continua ad essere confinato nel mercatino a fingere di comprare giochini automatici, quando avrebbe potuto introdurre con savoir faire e ironia i numeri, e talvolta aprire le parentesi culturali che il programma meritava (ricordo a tutti che Raul Cremona è uno dei massimi conoscitori dell’arte magica, prima di essere Oronzo, Omen o Silvano).

 

 

Pettegoli in Tv

 

 

Gerry Scotti si fa scappare ogni due per tre ció che non deve. Appassionato di magia ma totalmente ignorante in materia, non ha il distacco necessario del conduttore babbano, bensí una via di mezzo tra il padrone di casa e la vicina pettegola, capace di creare il gelo quando apre bocca, ignaro che certe cose, sapendole, se le deve tenere per sè.

Tornando poi al mercatino… ma era cosí necessario far passare in tv l’immagine errata che la magia si compra nelle bancarelle, come se a seconda di quanto si acquisti, (parafrasando quell’intruso di Gerry Scotti), si diventi o meno prestigiatori?

 

Concludendo

 

 

Sperando che le mie considerazioni arrivino all’amatore quanto al prestigiatore illuminato, termino dicendo che un arte con 4000 anni di storia, è stata ridotta in tv a siparietti che nessuno dei concorrenti FISM avrebbe meritato.

Dov’è finita l’eleganza con cui si è sempre distinta l’arte magica, il fascino della sua storia, il mistero dei suoi segreti millenari? Beh, tutte queste belle cose sono finite in tv, in una tv che tanta ricchezza non l’ha neanche presa in considerazione.

 

 

1 Commento

  1. Lainey

    The’res nothing like the relief of finding what you’re looking for.

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