Poster anni 20 circa, collezione privata Leonardo Carrassi
Poster anni 20 circa, collezione privata Leonardo Carrassi

Autore: Leonardo Carrassi*

Un personaggio dai caratteri gitani e dal vestiario sfacciato e sgargiante, fu per anni conosciuto come il tagliatore di teste. Bénévol, illusionista italiano nato col nome di Francesco Luigi Maria Benevolo, ci arriva attraverso immagini e documenti come un artista con grande personalità, circondato da un alone di fascino e mistero.
In quarant’anni di carriera toccò molte discipline illusionistiche tra manipolazione, illusioni sceniche, dimostrazioni di carattere psichico e medianico, ipnosi e mindreading con le assistenti “Jeniska” e “Mme. Lucile. Ma il suo numero più conosciuto, e dal quale probabilmente trasse maggior successo, fu proprio il macabro atto della decapitazione,  che gli diede il titolo di “Le Couper de Tête“.
La leggenda vuole che Benevol sia venuto alla luce nella carovana di un circo itinerante, ma in realtà sembra sia nato in casa, a Piacenza, nel 1865. Francesco fu cresciuto dalla nonna materna e verso i dodici anni fu ripreso dai genitori che dapprima avevano abbondonato un’attività commerciale poco redditizia unendosi alla famiglia di saltimbanchi, ed in seguito si misero in proprio. Il difficile rapporto col padre e la fuga del ragazzo segnarono l’inizio della sua carriera; per diversi anni visse da girovago e reincontrando per caso il teatro di famiglia “Bernardo Benevolo” vi rientrò esibendosi in qualità di clown, prestigiatore, acrobata e musicista. Mise in scena anche quadri viventi, ma più di tutto fece successo con il numero della testa di legno parlante.
In età per arruolarsi lo fece da volontario, nonostante come figlio unico avesse diritto ad essere esonerato, e terminato il servizio militare si trasferì a Lione, luogo in cui ritrovò i genitori. Furono anni difficili e l’attentato al presidente francese Carnot da parte del giovane anarchico lombardo Sante Caserio, gli rese, in quanto italiano, la vita difficile. Per tanto cambiò il nome in Bénévol e cominciò a presentarsi come messicano, riscuotendo un successo che durò moltissimi anni. In un libercolo di giochi di prestigio in lingua francese da lui edito diversi anni dopo, si presentò inoltre come “l’illusionniste américain”, cavalcando probabilmente l’onda dei grandi maghi oltreoceano, tanto che nella rivista Sphinx fu definito il Thurston di Francia, dall’irlandese card-magician Victor Farelli.
Esaltandone i successi, Vinicio Raimondi scrive: nel 1903, Bénévol possedeva un teatro smontabile, elegante e imponente come un vero teatro. La facciata, larga circa trenta metri, era costituita da tre portali: a sinistra, un grande organo; a destra una centralina termoelettrica per fornire I’energia necessaria all’illuminazione fastosa del teatro; al centro, un portale con sette gradini che dava accesso al teatro vero e proprio. Bénévol presentava spettacoli misti nei quali entravano magia, danze esotiche, raggi X e persino il cinematografo; in seguito egli si disse anche medium esibendosi in numeri altamente evocativi quali: la danza spiritica, la mano spiritica, il tavolo rotante […]. Per quanto concerne la decapitazione si legge: ma il suo capolavoro rimase il numero della decapitazione umana, nel quale fu insuperabile per tecnica, preparazione psicologica del pubblico e interpretazione. 
Bénévol si esibì fin che l’età glielo permise e mori a Nizza nel 1939.
Libercolo di spiegazione di piccoli giochi di prestigio di Bénévol. Collezione privata Leonardo Carrassi
Libercolo di spiegazione di piccoli giochi di prestigio di Bénévol. Collezione privata Leonardo Carrassi
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Nota sul numero della decapitazione:
Il numero della decapitazione rientra nelle illusioni più antiche della storia. Il primo documento pervenuto risale all’epoca faraonica e ci parla dell’illusionista Dedi che eseguiva l’esperimento con un’oca. La testa le veniva successivamente riposta e l’animale tornava a vivere come nulla fosse accaduto.
Nel 1584 Reginald Scot rivela il metodo della “Decapitazione di San Giovanni Battista” illusione in cui l’esecutore taglia la testa e l’appoggia su un piatto. Con lo stesso procedimento, nel 1765 si ha notizia che il numero fu portato in scena da Jacob Philadelphia


Fonti ed approfondimenti:
– Tutto è come appare. Il fondo magico di Ovidio Scolari, catalogo della mostra/evento nella biblioteca Braidense. 
– Le Légendaire Professeur Benevol Il Nelson Gallery, MUM, febbraio 2006
– Benevol, le maître du mystère da Jacques Garnier (1969)
– Spettacolo Magico, Vinicio Raimondi, edizioni La Porta Magica, Roma, 2000
– Quelques Tours de Salon, expliqués et mis a la portée de tous par le Professeur Bénévol, l’illusionniste américain. 1920/30

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