Folletto, il mago di Mortara

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Nonostante sia più volte citato nei libri di storia dell’illusionismo, non esiste molto materiale biografico. Folletto meriterebbe una ricerca approfondita, scandagliando nei giornali dell’epoca e negli archivi di ogni collezionista, seguendo le sue tracce in giro per l’Europa.
Tutto nacque davanti ad uno spettacolo di prestigiazione che vide con suo padre, un farmacista appassionato di magia che spesso lo condusse a teatro. Quell’occasione fu speciale, sul palco vi era infatti il grande illusionista francese Buatier De Kolta. Si dice infatti che il bacillus magicus prese possesso del giovane Giuseppe proprio quel giorno.
Giuseppe Ferraris, questo fu il vero nome dell’illusionista conosciuto in lungo e in largo come Folletto, nacque a Mortara il 21 marzo 1853, sotto il segno dell’ariete. Temerario e con le idee chiare, cominciò a girare col famoso prestigiatore e negromante Conte Patrizio, prima in Italia ed in seguito in Spagna. Ma presto le loro strade si divisero: Patrizio ambì al Sud America, senz’ombra di dubbio una terra molto fertile per il teatro magico, e Ferraris a Parigi, luogo ricco di possibilità e fulcro insieme a Londra dell’arte magica ottocentesca. Fu qui infatti che ebbe inizio la sua vera carriera e ad essere conosciuto con lo pseudonimo di Folletto.
Completamente ammaliato dalla prestigiazione, affermava che nulla era meglio di uno spettacolo di magia. Amò l’arte magica in modo smodato, più di ogni altro illusionista dell’epoca, definendola come “Regina di tutte le arti”, frase coniata da lui e tutt’oggi utlizzata tra gli appassionati di illusionismo. Per il suo spettacolo ebbe una cura maniacale e pare che spendesse quanto guadagnasse per rendere le sue rappresentazioni sempre più preziose, curando i suoi attrezzi e rendendoli via via più raffinati e sofisticati.
Fu senz’altro un artista particolare e fuori dal comune e chi ebbe modo di venirvi in contatto lo considerò un personaggio stravagante e leale.
Dal 1914 al 1917 Folletto fu un’attrazione fissa e permanente nel Teatro Robert-Houdin e con questo terminò la sua carriera. Fu stroncato da una polmonite nel 1919.
Fonti:
– Vinico Raimondi, Spettacolo Magico, La Porta Magica, 2000
– Catalogo della Mostra Ovidio Scolari alla biblioteca Braidense, 19 maggio – 6 giugno 2009
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