Erik Jan Hanussen, l’illusionista ebreo amico del Führer, il medium che pronosticó l’ascesa di Hitler.

 

 

Erik Jan Hanussen, nato a Vienna il 2 giugno 1889 fu un noto illusionista, occultista, astrologo e veggente austriaco il cui vero nome fu Herschmann Chaim Steinschneider. Sebbene fosse un illusionista e i suoi numeri a teatro fossero frutto di mezzi propri della prestigiazione, grazie all’intervento dell’illusionista furono risolti casi in materia di furti e di omicidi, in Germania, in Austria e in Cecoslovacchia. Note sono tutte le profezie avveratesi su Adolph Hitler e il Reich, sulla morte di Stalin, sulla seconda guerra mondiale, sulla durata del regime nazista, sulla propria morte, e su molte altre vicende di carattere pubblico e privato.

Fu senza dubbio un personaggio sopra le righe, ebbe tre mogli, diventó ricco e influente, e scandí la sua vita a suon di festini a base di droga e donne durante il periodo nazista, fino al tragico epilogo che lo portó ad un’orribile morte.

Raggiunse fama e successo a Berlino dopo la prima guerra, suscitando l’interesse di personaggi tra cui Sigmund Freud, Thomas Mann e Adolf Hitler con cui divenne amico, e a cui insegnó diverse tecniche di comunicazione di massa e di controllo delle folle.
Ebreo convertito alla religione protestante, nel 1903 fuggì di casa per farsi assumere da un circo. Da quel momento cominció la vita dell’artista errante su battelli da crociera, nei cabaret, e ovunque fosse in grado di esibirsi fino a quando dovette lasciare tutto per arruolarsi. Dal ’14 al ’18 fu quindi impegnato nell’esercito, sia sul fronte, che come intrattenitore dell’esercito, ruolo quest’ultimo che lo tenne spesso lontano dalla morte in trincea.

images-27Non passó molto dalla fine delle ostilitá che Erik Jan Hanussen (pseudonimo che nacque durante la guerra), divenne un illusionista molto richiesto. Giá nel gennaio del ’19 fu ingaggiato dall’Apollo Theatre, uno dei piú noti teatri di Vienna, cominciando quindi l’ascesa verso il successo. Il suo spettacolo prevedeva numeri mentali, lettura muscolare e ipnosi. Nella stessa Vienna contribuì a risolvere il celebre caso del denaro rubato alla zecca austriaca, ma la figuraccia fatta dal capo della polizia gli costó l’espulsione dalla città. Nel 1920 si trasferí in Cecoslovacchia con la moglie Theresia Luksch, incinta della futura Erika Steinschneider, attrice dell’avanspettacolo italiano del secondo dopoguerra, interprete di diversi sketch pubblicitari del “Carosello”, il noto programma della RAI.

Nel 1921 cominció ad esibirsi ovunque tra Turchia, Grecia, Ungheria, Giordania, Siria, Palestina, Arabia Saudita, Egitto,Libia, Algeria, Libano, Iran e Iraq. Ma stranamente i suoi spettacoli non furono universalmente graditi alle autorità dei paesi in cui era in visita. A volte fu espulso e a Creta rischió addirittura il pubblico linciaggio. Divenne ricchissimo e la sua fama lo anticipó ovunque si esibí, ma di fatto aveva completamente abbandonato la famiglia e durante un tour di grande successo in America ricevette un telegramma su cui lesse la richiesta di divorzio da parte di sua moglie.

Tra il ’26 e ’32 viaggió tra Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Danimarca e soprattutto nelle città Cecoslovacche dove fu implicato e assolto in una causa per circonvenzione di incapaci. Ma i veri guai dell’illusionista non erano ancora iniziati.

Nel 1932 divenne titolare del giornale “Berliner Wochenschau”, su cui predisse la data della vittoria elettorale di Adolf Hitler, e a novembre di quell’anno ribadí al futuro cancelliere che la vittoria era prossima, pronosticando anche la caduta del governo del generale Kurt von Schleicher.

Tuttavia, schierandosi apertamente coi nazisti, la stampa comunista rese noti alcuni documenti che provarono le sue origini ebree facendogli perdere simpatie e consensi nel partito, un primo pericoloso passo in direzione contraria.

La sera del 24 febbraio 1933, Hanussen ebbe una visione davanti a molti gerarchi e annunció l’incendio del palazzo del Reichstag. Il 26 febbraio, durante una seduta spiritica, Hanussen vide “un enorme edificio bruciato dal fuoco” e il giorno dopo avvenne lo storico incendio che permise a Hitler di ottenere l’emanazione del decreto legge per la salvaguardia del popolo tedesco.

Hanussen, che probabilmente non ebbe mai pensato alla pericolosità di tali pronostici, fu arrestato dalle SA il 24 marzo. Venne interrogato e torturato, gli vennero sequestrati tutti i beni e fu espulso dal partito. Il giorno dopo fu condotto in un’area isolata e gli furono sparati alcuni colpi di pistola alla testa.

Il cadavere, martoriato e mutilato, fu trovato nel bosco di Staakowen il 17 aprile 1933.

Le motivazioni dell’omicidio di Hanussen non furono mai del tutto chiare, ed oggi si possono formulare solo alcune ipotesi. Apparentemente il Führer non aveva alcuna ragione per eliminarlo, inoltre, nonostante le sue origini ebree, Hitler provava grande stima per il medium. La previsione del grande incendio potrebbe in effetti avere dei forti legami con l’omicidio, ma le teorie sulle reali motivazioni sono molteplici. Alcuni biografi ipotizzano che Hanussen conoscesse i retroscena sull’ascesa di Hitler diventando un peso e una preoccupazione, piú che un amico e un confidente. Qualcuno dice che fu assassinato a causa di una intervista in cui disse: “Hitler, è un grande direttore d’orchestra, peró se ricordate, lo spartito l’ho scritto io“. Inoltre Hanussen si pronunció anche sulla fine del regime nazista, (indovinandone anche il periodo, dodici anni dopo la sua morte) e tali leggerezze probabilmente gli costarono la vita. Infine si ipotizza che morí a causa di invidie e gelosie di alcuni gerarchi, a causa del riguardo che Hitler manifestava nei suoi confronti.

Introdurrei un’ultima ipotesi: si potrebbe anche pensare che fu ucciso perchè i suoi poteri divinatori destavano vera preoccupazione. In un ambiente in cui l’esoterismo veniva preso sul serio (soprattutto da Hitler), la paura di un uomo tanto sfacciato che poteva conoscere o intuire le dinamiche del regime, fu probabilmente il vero movente del tragico assassinio. Ad ogni modo pare che i documenti del fermo di Hanussen furono distrutti poco dopo, e se ancora esistessero carte capaci di far luce sul caso, ad oggi sono ancora segrete.
Per saperne di piú:
– Frederick Marion, In my Mind’s eye. E.P. Dutton & Co., New York, 1950.

– Mel Gordon, “Il mago di Hitler, Erik Jan Hanussen, un ebreo alla corte del Führer”, Mondadori, 2004
– Marco Castelli, La svastica nelle tenebre, Nazismo magico, Il Foglio, 2006


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