[Autore: Leonardo Carrassi] ~

Ricordo con molto piacere uno dei primi articoli storici che scrissi per Verba Tayko anni fa, un pezzo che trattava del celebre illusionista Wetryk di Livorno. Fu per me una grande soddisfazione poiché l’articolo fu il frutto dell’incontro con Liliana Pastacaldi, figlia ultraottantenne dell’illusionista. Durante quelle chiacchiere all’interno di un ristorante di provincia ebbi occasione di conoscere parte della famiglia tra nipoti e consorti, e la possibilità di ascoltare racconti intrisi di gioia e malinconia nella memoria di Antonio Pastacaldi. Durante i suoi racconti ricchi di personaggi più o meno importanti che incrociarono la vita del padre, ricordo un nome più risonante di altri, Cesare Watry, colui che secondo diverse fonti viene riportato come il maestro del Pastacaldi, l’allora giovane Wetryk. La prima volta che sentii il nome di Watry fu in verità nello studio di Raul, durante uno dei pomeriggi dedicati allo “scambio delle figurine”. Probabilmente si stava discutendo su qualche libro o locandina da ottenere in cambio di qualche altro cimelio (parte della passione che ho per la storia della magia devo ammettere che ha un’influenza Raulliana…), e con la posatezza di un accademico introdusse brevemente il personaggio, mostrandomi se non erro una locandina riportata su un libro di prestigiazione. Ricordo che dopo l’esperienza coi Pastacaldi tentai di raccogliere più informazioni sull’artista predecessore di Wetryk, tuttavia dovetti arrendermi alle prime difficoltà. Di Watry sembra vi sia poco materiale biografico, e le poche righe scritte sono abbastanza recenti, piccoli paragrafi di cui non sono nemmeno riportate le fonti. Nella mia biblioteca magica ho trovato poco e niente, qualche paragrafo qua e là nelle raccolte di Raimondi e pochi altri cenni insignificanti. Un piccolo paragrafo gli è stato dedicato dal Dr. Areny De Plandolit, autore di un raro volume dei primissimi novecento in lingua spagnola “Las maravillas de la magia moderna”. Ma anche qui le poche righe si riassumono in qualche elogio sulle grandi doti manipolatorie  dell’artista allora ancora in vita (de uno 50 años de edad, scrive in modo informale l’autore). Il volume decanta l’artista come il miglior prestigiatore Italiano dell’epoca ed uno dei più grandi artisti internazionali. Non dimentichiamoci di essere in piena Golden Age, periodo dell’Egiptyan All di Londra, e dei grandi americani Hermann (appena trapassato), Kellar, e il suo successore Thurston. Allora in Italia spopolava il grande Leopoldo Fregoli, artista giramondo per eccellenza, e a Londra Houdini aveva da poco debuttato all’Alhambra. E’ decisamente probabile che l’artista sia passato in sordina in un periodo in cui sotto i riflettori più importanti vi erano le grandi stelle della magia internazionale, credo tuttavia che l’ondata magica che investì il mondo in quegli anni diede a molti buoni artisti la possibilità di una carriera più anonima, ma non per questo meno dignitosa.

Breve Bio da “Spettacolo Magico” di Vinicio Raimondi

Il suo vero nome era Giovanni Girardi, romagnolo di Ravenna, nato nel 1864. Raimondi che probabilmente aveva fatto ricerche più approfondite si limita a dire che poco o nulla si conosceva degli anni di gioventù, ma che già a trent’anni, nel 1896, si esibiva nel teatro Principal di Barcellona, (il più antico teatro della città tuttora esistente, ubicato sulla Rambla). La prima tournèe sudamericana fu nel 1898. Girò in Brasile e si esibì nell’importante teatro Sao Pedro de Alcantara, palco su cui tornò nuovamente nel 1902 e nel 1910. Nel corso di questa tournée Amedeo Majeroni risiedeva in Brasile ed il 6 Giugno del 1911 riproposero insieme lo spettacolo di magia e ipnotismo che anni prima avevano presentato a Milano. Il repertorio dell’artista si dice fosse davvero completo, dai numeri di manipolazione di cui godeva parecchia fama, alla magia generale, dall’ipnotismo alle grandi illusioni. La sua carriera continuò poi in Turchia, Francia e Spagna, paese che a quanto sembra lo ricorda meglio della sua madre patria, tanto che nel 1951 la Società spagnola di illusionismo, commemorò il prestigiatore come un artista che riportò innumerevoli successi nella penisola. Sitta, che allora riportò la notizia, lamentò che tale inziativa non fosse stata presa in Italia.

Liliana smentisce, Watry non fu un vero maestro per Antonio

Tra gli aneddoti della dolce Liliana mi colpi la descrizione che fece del Girardi. Era certa che i libri sbagliassero nel riportare che Watry fu il maestro del padre. Diceva piuttosto che Giovanni Girardi ebbe un comportamento piuttosto ermetico nei confronti del giovane Livornese, e che addirittura il giovane Antonio Pastacaldi non riuscì mai a convincere Watry ad insegnarli l’arte. Antonio aveva 16 anni quando vide per la prima volta il suo mentore nel Teatro degli Avvalorati di Livorno. Da quel momento perse la testa e mollò tutto, seguendo quel mito fino in Sud America, riuscendo ad entrare nella compagnia teatrale col ruolo di assistente. Grazie a quell’incarico riuscì a rubare le prime nozioni di magia tra cui la manipolazione delle carte, arte in cui divenne probabilmente più in gamba del maestro, dice Liliana.

Locandina dell'epoca
Locandina dell’epoca
Pastacaldi
Wetryk, il celebre illusionista di Livorno

Per chi volesse ottenere più informazioni su Wetryk e sugli aneddoti di Liliana Pastacaldi, può consultare l’articolo su questo blog a lui dedicato.

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