Nina Kulagina, la casalinga russa che sconvolse la comunità scientifica mondiale

Nina Kulagina, la casalinga russa che sconvolse la comunità scientifica mondiale

I poteri psicocinetici di Nina Kulagina

Nel XX secolo diversi medium dichiararono di possedere poteri paranormali di carattere psicocinetico. Per chi fosse a digiuno di termini legati al paranormale, la psicocinesi è la capacità, vera o presunta, di un individuo di controllare oggetti ed influire sull’ambiente, attraverso pratiche sconosciute alla scienza. Tra le più comuni discipline psicocinetiche vi è la capacità di muovere gli oggetti con la forza del pensiero, potere da sempre riprodotto da molti illusionisti e mentalisti, ed oggi in modo sempre più fedele e credibile.

Nina KulaginaTra le donne che più hanno destato curiosità a livello mediatico troviamo una casalinga russa nata a Leningrado (oggi Sanpietroburgo) il 30 luglio 1926. Si chiamava Nina Kulagina e negli ultimi 2 decenni della sua vita venne seguita da diversi ricercatori e studiosi dei fenomeni paranormali.

Nina raccontò fin da giovane di avere la sensazione di possedere poteri non comuni come la capacità di percepire gli oggetti nelle tasche della gente oppure lo stato di salute di slcune persone. Tra i molti episodi che segnarono gli esordi, Nina racconta che una sera cadde una brocca da un mobile spaccandosi in mille pezzi e che il fenomeno fu seguito da luci che si accesero e si spensero da sole ed oggetti che cominciarono a muoversi attratti dalla sua forza, una forza, disse lei, che nel tempo potè controllare concentrandosi. Nina affermava inoltre di aver bisogno di un periodo di rilassamento e meditazione per resettare la sua mente da ogni pensiero e manifestare quindi le sue capacità. Diceva inoltre che una volta ottenuto questo stato, provasse un forte dolore alla spina dorsale e che le si annebbiasse la vista.

Tra le varie capacità, Nina riusciva a riconoscere i colori degli oggetti solo al tatto, e secondo alcuni poteva guarire velocemente le ferite della gente ponendovi sopra le mani. Riusciva a imprimere la lettera A e la lettera O sulle lastre fotografiche, e aveva doti attribuite alla pirocinesi, ovvero la possibilità di bruciare o incendiare oggetti con la forza del pensiero. Molti infatti dichiararono di aver visto i suoi vestiti prendere fuoco e veder spuntare bruciature sulle sue mani. I risultati migliori li ottenne tuttavia con gli esperimenti di telecinesi, durante cui poteva spostare, come nel video che potrete vedere alla fine dell’articolo, diversi oggetti quali sigarette, fiammiferi, accendini e bicchieri senza venirne a contatto. I fenomeni divennero tanto popolari che per diversi anni non le fu concesso di usare il suo vero nome, ma solo lo pseudonimo Nelya Mikhailova.

Nina kulaginaUno dei primi studiosi che si occupò di Nina fu il biologo E. Naumov che, durante uno dei primi esperimenti, mescolò e distese diversi fiammiferi su una sedia. Nina pose a quel punto le mani sopra i fiammiferi e senza alcun contatto gli stessi cominciarono a muoversi verso l’esterno, cadendo uno per uno dalla sedia. Nel 1968, diversi video in bianco e nero e privi di sonoro che mostrarono Nina durante i suoi esperimenti, vennero visionati dalla Moscow International Conference on Parapsychology. Per la prima volta gli scienziati occidentali osservarono Nina all’opera. Nel 1970 l’americano William A. McGary, con il compito di indagare sui fenomeni psichici russi, raccontò di aver osservato un esperimento in cui Nina spostò alcuni oggetti, tra cui una fede e il coperchio di una conserva posti sul tavolo di una sala. Gaither Pratt, della University of Virginia, studiò il movimento dei differenti oggetti, constatando che solo molto raramente si muovevano a scatti, e che la maggiorparte delle volte avevano un motto armonico. Chi più manifestò interesse a Nina, fu invece un importante scienziato dell’Istituto Militare di Praga, Zdenek Rejdak che nel febbraio del 1968 fece visita a Nina Kulagina, dichiarando successivamente quanto segue:

«[…] Con me erano presenti un amico, il signor Blazer, un medico, il dottor J.S. Zverev, e il dottor Sergeyev. Il padre della Kulagina, un ingegnere, era presente. Il dottor Zverev studiò a fondo la donna, senza trovare nulla di strano; la controllammo perfino con speciali strumenti per rilevare calamite o altri generi di oggetti nascosti senza trovare nulla. Controllammo molto bene il tavolo e chiedemmo più volte alla signora Kulagina di cambiare posizione. Passammo una bussola attorno alla donna, attorno al tavolo e attorno alla sedia con risultati negativi. Chiedemmo alla donna di lavarsi le mani prima di cominciare. Dopo che si fu concentrata, la donna riuscì a far girare l’ago della bussola per più di dieci volte; poi fece ruotare l’intera bussola sul tavolo, poi fece muovere una scatola di fiammiferi, alcuni fiammiferi singoli e infine un mucchietto di circa una ventina di fiammiferi. Riposi una sigaretta di fronte a lei e subito mosse anche quella. Ho aperto la sigaretta e ho constatato che non vi era nulla di anormale. La donna veniva esaminata dal dottore tra un test e l’altro».

Dai suoi studi emerse che i poteri della donna sembrava fossero esercitati senza sforzo, e che fosse più semplice far muovere oggetti cilindrici di forme dotate di angoli. In un altro significativo esperimento a Mosca, registrato da una troupe di celebri scienziati, furono utilizzati diversi oggetti non magnetici, tra cui fiammiferi chiusi in un grosso cubo di plexiglass per essere certi che non fossero usati fili o spostamenti d’aria. Anche in quel caso gli oggetti si mossero.

Tale Sergeyev fece ricerche per diversi anni sull’attività elettrica del cervello della Kulagina, verificando voltaggi stranamente alti. Pare inoltre che Nina sia riuscita ad impressionare una pellicola posta in una scatola nera, solo guardandola, anche se di questo esperimento non esistono documenti.

Fotogramma di un filmato in cui la Kulagina tenta di muovere oggetti contenuti in un cubo di plexiglass

Tra i video più interessanti si vede un uovo dentro un contenitore di soluzione salina a più di due metri dalla Kulagina. L’uovo riesce a fluttuare e separare l’albume dal tuorlo e perfino a rimetterli insieme.  Un’altro celebre esperimento avvenne nel Marzo del 1970 a Leningrado, esperimento a cui assistette anche Sergeyev. Quel giorno Nina riuscì ad accelerare e poi a fermare il battito del cuore di una rana, anche se su tale prova qualcuno ebbe da ridire che la rana fosse già morta, che il battito per diversi minuti nonstante il decesso fosse normale e che la Kulagina dovette solo attendere che il cuore si fermasse.

Anni dopo, più o meno alla fine degli anni ’70, Nina Kulagina ebbe un attacco di cuore e da allora condusse molti meno esperimenti. Nina Kulagina morì nel 1990 e al funerale fu acclamata come un grande personaggio della patria russa.

Negli anni furono mosse molte critiche, comprese quelle del noto illusionista, studioso di paranormale e scettico James Randi, che dichiarò che Nina avrebbe potuto utilizzare trcchi da prestigiatore, recriminando inoltre che nessun illusionista assistette mai agli esperimenti facendo parte delle commissioni di studio.


Fonti e approfondimenti:


 

Margery Crandon

 

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