Le bizzarre vicende di Faure Nicolay, il mago campione di biliardo

Le bizzarre vicende di Faure Nicolay, il mago campione di biliardo

Faure Nicolay

Genio poliedrico, campione di biliardo, pioniere del cinema e filantropo, fu un personaggio molto amato, ed attualmente ancora noto alla comunità magica brasiliana, che nella seconda metà del XIX secolo, finì per adottarlo come un artista di casa. 
Nicolay Faure nacque a Chalabre, una piccola città nel sud della Francia, nel 1830. Il padre fu un architetto e imprenditore al servizio del conte di Chalabre, impegnato nella ristrutturazione del castello. In quel periodo il Conte Mandò a chiamare sua moglie che viveva a Montpellier in stato di gravidanza. Ed è stato proprio nel castello di Chalabre che nacque Nicolau Faure. 

La prima passione di Nicolay fu il biliardo. Non vi è nessuna informazione su chi gli insegnò a giocare, ma è ben noto che Faure Nicolay diventò un vero maestro.

Il corrispondente parigino del quotidiano “Land and Water” del marzo 1870 scrisse che Faure giocava davanti a Re e imperatori, e che questi godessero particolarmente delle sue attitudini. Scrisse inoltre che dava dimostrazione della sua abilità a biliardo disegnando un cerchio delle dimensioni di un cappello in un luogo qualsiasi del tavolo e ponendovi all’interno tre sfere rosse. La sfida consisteva nel concludere la partita senza toccare nessuna delle tre palle.
Durante l’adolescenza diede lezione al mago tedesco Wiljalba Frickel in cambio di lezioni di magia, e questo fu il primo contatto di Faure con l’illusionismo. Successivamente la passione si trasformò in mestiere, tanto che su un manifesto datato 1855 si legge che dava lezioni private sull’ipnosi ed altre arti magiche del tempo. L’immagine qui sotto mostra Faure a Chalons nel 1869 che dava spettacolo davanti a Napoleone III.
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Nonostante le origini francesi la sua patria divenne il Brasile, luogo in cui si esibì per la maggior parte della vita e paese nel quale raccolse enormi soddisfazioni professionali. Le prime tracce dei suoi show in Brasile risalgono al marzo 1871,  durante una mostra tenutasi a Rio.
Il giornale “Gazeta de Notícias” di Rio de Janeiro, del giugno 1876 racconta una incredibile vicenda che coinvolge il mago e il Sultano di Turchia. L’articolo riporta che Faure tagliò le teste di due colombi, uno bianco e uno scuro, e che le ripose sugli uccelli scambiandole, un numero millenario e dai tratti leggendario, eseguito da Dedi di Djed-Sneferu in epoca faraonica. Dopo il numero il sultano gli chiese di rifarlo con due uomini, un uomo bianco ed uno di colore. Nonostante si prospettasse un esperimento pericoloso Faure trovò il modo di accontentare il sultano, scambiando le teste di due uomini e ricollocandole sui rispettivi corpi. 
L’articolo non ci da ovviamente i dettagli del numero, se presentato con una qualche copertura o con un apparato e soprattutto se Faure ebbe tempo di prepararsi dopo la richiesta del sultano. Al lettore illusionista non rimane che far lavorare fantasia e raziocinio per trovare una soluzione a tal dilemma.
Di seguito il ritaglio di giornale che riporta la vicenda.
Faure Nicolay

Il quotidiano “A Província de São Paulo” racconta invece un aneddoto che ebbe luogo nella città di Parigi. Come si può leggere nel seguente ritaglio di giornale, alcuni signori si riunivano abitualmente nel salone di un barbiere. Un signore domanda al titolare se avesse mai visto il diavolo, e dopo la risposta negativa gli chiede se avesse voluto vederlo. Il barbiere risponde che non gli sarebbe dispiaciuto e allora viene invitato a specchiarsi. In quel momento lo specchio riflette proprio l’immagine di un demonio con gli occhi di fuoco e dall’espressione orribile, coi capelli arruffati e dai movimenti frenetici, una testa che pareva quella di un decapitato. Dopo il grande spavento il diavolo scompare e nel salone resta solo il mago Nikolay che aveva messo in atto con successo un nuovo trucco.
Si, forse la storia non si presenta molto chiara, e nuovamente lascia spazio a dubbi ed interpretazioni. Ma l’aneddoto è interessante e mostra quanto l’immagine di Faure fosse probabilmente ambigua e mefistofelica.
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La vicenda dello specchio

Alcuni numeri del repertorio

 
La struttura dello spettacolo di Faure rimase costante nel corso degli anni: apriva lo show con numeri di manipolazione, seguiva con la presentazione delle sue abilità a biliardo, e si concludeva con una serie di grandi illusioni e numeri spiritici.
In un programma del 11 luglio 1872 Nicolay annuncia grandi effetti al biliardo: le più difficili carambole, non solo con la stecca, ma con le dita e con il naso, e inoltre 100 carambole in cinque minuti. A funzione conclusa si legge che darà dimostrazione della “Cabina Spiritica” dei fratelli Davenport (tre anni dopo, nel 1875, Kellar e Fay riproposero quest’ultimo numero nello stesso luogo).
Ecco il riassunto di un programma del 1886:
Parte 1 “Orchestra in apertura”, manipolazioni, magia senza apparati e scenette umoristiche;
Parte 2 “Sessione magica di biliardo”, sessione di rivelazione su qualche mistero spiritico tra cui il volo di un tavolo e la rotazione dei cappelli. Spiegazione di numeri che dopo lo spettacolo, chiunque potrebbe ripetere a casa;
Parte 3 “ventriloquismo e Polyphonismo”: imitazione e proiezione di voci.
Parte 4: grandi illusioni, spiritismo e taglio della donna.
Su un programma del 1888, annuncia manipolazioni, apparizioni, sparizioni e scene umoristiche nella prima parte. Durante la seconda, numeri di ipnosi, esperimenti mentali, trasmissione del pensiero, esaltazione della forza di volontà ecc, e un atto chiamato “The Enchanted Chair”.
La terza ed ultima parte vede “The Great Sylphorama Universale”, ovvero Viaggiare per il mondo senza lasciare il teatro. Vedute di Francia, Russia, Spagna, Belgio e altri paesi, così come figure celebri come lo scrittore francese Victor Hugo.
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Faure e il cinema

È interessante notare come in molti paesi i pionieri del cinema siano stati prestigiatori.

Faure Nicolay fu uno di questi, ed oltre ad essere una figura molto nota del suo tempo per la magia e per il biliardo, fu un personaggio di rilievo per le proiezioni statiche e il cinematografo. Anche se si ritiene che non fu il primo, Nicolay Faure fu certamente uno degli artisti più influenti del cinematografo.
La sua passione cominciò esibendo una presentazione rudimentale di diapositive sincronizzate col suono (allora non erano altro che immagini disegnate su lastre di vetro).
Nel mese di gennaio 1897, Faure acquisisce in Argentina uno Cinematograph (chiamato anche Vitascope). Comprò la macchina da un uomo di nome Luis, che fu acquisito nella compagnia col nome di Luís Nicolay come responsabile del funzionamento del dispositivo. Durante i suoi spettacoli Faure cominciò a portare quindi entrambi gli apparecchi, il proiettore di diapositive e il Cinematografh, proiettando sia immagini fisse che immagini animate.
Se prima d’allora lo spettacolo fu un melange di illusioni, ipnotismo, umorismo e biliardo, dopo il grande investimento le proiezioni presero il sopravvento. La macchina dello spettacolo cominciò a girare grazie ad una troupe di artisti, ” La Companhia Francesa de Variedades”: le sue tre figlie, Rosina, Paula, Louise e l’amico Louis Nicolay, l’operatore del Cinematograph.Oltre a Rio e San Paolo, Fauré diede spettacolo a Pernambuco, Curitiba, Porto Alegre e probabilmente in altre grandi città brasiliane.
Faure continuò la sua carriera nella magia e nel cinema, con la sua compagnia di varietà, fino ai suoi ultimi giorni di vita.
Nel 1901 pubblicò “Memórias e Confidências de Faure Nicolay“, una biografia mescolata a qualche lezione sui giochi di prestigio e sul biliardo.Contemporaneo di Herrmann, grande illusionista di fama mondiale ed anch’egli impegnato in sud America, fu considerato da questi un rivale. Faure, eccellente artista in ogni disciplina in cui si cimentò morì il 4 agosto 1904 a Rio de Janeiro.

Riferimenti:

– Memórias e Confidências de Faure Nicolay, Typographia Villas-Bôas, 1901

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