La magia di Angelo Fabrice Milella, da 9 anni in Asia

La magia di Angelo Fabrice Milella, da 9 anni in Asia

Intervista a Fabrice

Angelo Fabrice Milella

C’è chi raggiunge ottimi risultati parlando molto poco, mantenendo sempre una certa eleganza. Questo è il caso di di Fabrice, Angelo Milella, illusionista che senza troppi sfronzoli mediatici, vanta una gran bella carriera e che oggi si esibisce in Asia, sulle navi da crociera, per un pubblico prevalentemente cinese, e presentando i suoi spettacoli proprio in lingua cinese.
Chi ha la fortuna di aver chiacchierato di magia con Angelo si sarà accorto inoltre dell’immensa cultura magica che possiede sulla storia delle grandi illusioni ed in genere su ogni attrezzo da scena antico o moderno. Angelo è una persona disponibile e ragionevole, un artista raffinato ed entusiasta che non ha perso la voglia di studiare e rinnovare sempre il suo repertorio.
Godetevi quindi queste chiacchiere tra me e lui. Buona lettura.

Prestigiatore Fabrice

L: Come anticipavo, chi ti conosce sa quanto la tua cultura in tema di illusionismo sia davvero invidiabile. Cosa ti ha dato questa conoscenza lavorativamente parlando, quali vantaggi hai ottenuto nello studiare così a fondo la storia dell’illusionismo da palcoscenico e dei suoi props?

A: Un caro saluto a te Leo e ai tuoi lettori.

Lo studio e la ricerca maniacale mi permettono di affrontare le difficoltà con estrema leggerezza, dagli imprevisti durante le performance e con il team, all’attrezzatura danneggiata, passando per i problemi logistici di backstage.
In questi casi la conoscienza profonda  delle illusioni da palco mi permette di aggirare gli ostacoli riadattando i numeri   ed improvvisandoli, riciclandoli in altro se necessario. La conoscienza rende piu’ semplice anche creare quelli che il grande Martin raccomanda di avere, gli “out”. Quindi la conoscienza permette senza dubbio di avere piu’ cartucce a disposizione.
Direi quindi con certezza che l’improvvisazione non si improvvisa.
Magia comica

L: Quali sono i testi fondamentali dell’illusionismo da palcoscenico e quali di questi ti hanno formato?

A: Senza dubbio La trilogia degli “Exclusive” di Will Goldston, la Quadrilogia “Conjuror Secrets Serie di S.H. Sharpe e in utimo direi the Magic of Robert Harbin scritto da Peter Warlock.
Angelo Milella

L: Avendo ormai all’attivo migliaia di repliche, possiamo dire che il tuo show potresti farlo ad occhi chiusi. È davvero così? Quali sono le difficoltà che si incontrano nel genere di spettacolo che porti in scena, tra palco e backstage? 

A: Eh insomma… lo show che presento e’ un perfetto mix tra Illusioni da palco e pura comedy e pantomima, con un climax sempre “Magico”. Il tipo di pubblico a cui mi rivolgo attualmente e’ il pubblico piu’ difficile, ovvero quello Asiatico, ed in particolare il pubblico Cinese. Nella stragrande maggioranza dei casi non parla inglese e quindi guidarli su un palco per farli compiere azioni e’ una sfida continua.
Durande l’attuale show ho anche un numero di Pickpocketing su cui approccio della ventriloquia con i volontari per creare gag, facendo attenzione alla differente sensibilta’ e al modo di reagire al furto e alle mie istruzioni, con ogni spettatore e credetemi, questo stanca mentalmente  moltissimo ad ogni show. Ma ormai e’ una sfida per me.
Grandi illusioni originali

L: La regia di un numero di grandi illusioni è tra le più complicate in magia. Oltre ai tuoi numeri da scena e destrezza, nel tuo show sono coinvolti anche grandi attrezzi, ballerine e assistenti di scena. Cosa risponderesti al luogo comune più falso che mai, sulla facilità di portare sul palco grandi props che funzionano solo grazie ad una equipe di assistenti e ballerine?

A: Sarebbe come dire che un direttore d’orchestra e’ inutile in un orchestra. Se ogni componente suonasse per sè senza una guida, emetterebbe suoni confusi con quelli di altri strumenti, con un  direttore d’orchestra si ottiene una magia chiamata “Armonia”. Citando Jim Steinmeyer (noto creatore di illusioni da palco) in una sua presentazione di un numero, scriveva cosi:
“immaginate alla fine della strada ci sono 2 negozi, un negozio di strumenti musicali ed un negozio di articoli per Prestigiatori, dal negozio di Strumenti Musicali potremmo comprare un violino, ma cio’ non fara’ di noi violinisti. Nel negozio per prestigiatori potremmo altresi’ comprare una bacchetta magica ma cio’ non fara’ di noi prestigiatori.
Bisogna saper suonare e non strimpellare e cio’ richiede dedizione ed abnegazione”.
Angelo Fabrice Milella

L: Parlami del pubblico cinese. Immagino che per essere in Asia da quasi 9 anni (3 anni in tourne’ a terra e ormai 6 anni di navi) e continuare in questa direzione, deve piacerti.

A: Adoro  il Pubblico  Asiatico ma ancor più amo il pubblico cinese e la grande Cina. Mi ci sento a casa. Il pubblico cinese e’ ancora molto sincero, schietto ed ingenuo. Se ti amano o ti odiano farai in fretta a capirlo e te lo comunicheranno senza mezzi termini.
Sono un po’ come gli italiani di qualche decennio fa’, molto aperti alle novita’ e con la voglia di divertirsi, ma se non sei interessante per loro lasciano il teatro vuoto in un attimo e non certo in silenzio.
È un grande pubblico ma bisogna conoscerlo prima di buttarcisi.
Se si vuole ottenere successo con loro,
certamente, bisogna conoscere cosa li urta e cosa li fa ridere, è una cultura agli antipodi e ciò che per noi può essere divertente, può non esserlo per loro. Se non parlate cinese e non siete preparati a loro, è inoltre molto complicato guidarli sul palco.
Il Pubblico Cinese ama il contatto e ridere come pochi, ed io dalla mia parte non ho mai amato gli show statici senza coinvolgimento, ho sempre avuto la pantomima comica nel sangue, quindi ci troviamo. Loro sono curiosi verso noi occidentali, hanno idee molto stereotipate di noi, ed io ci sguazzo volontariamente.
Micromagia
 
L: Il mare dà, il mare toglie. Cosa ne pensi? Cosa ti aspetti dal futuro? Cosa ti piacerebbe ti donasse? 

A: di sicuro lavorare sulle navi da crociera toglie parte di liberta’, nonostante sbarchi ogni giorno in porti diversi e visiti molte città. Toglie la vicinanza dai cari, certamente, ma mi permette e permette alla mia famiglia di vivere molto bene e questo  e’ cio’ che conta. Si potrebbe definere “l’altro l’altro della medaglia”.
Il futuro? Io da sempre amo creare nuove Illusioni, per pochi e per me. Spero di poter proseguire con successo anche su quella strada. A volte oltre alle buone idee ci vuole l’occasione ed un pizzico di fortuna, chissa’.
Il mare mi ha già donato e ripagato della stima di amici prezioni, penso a Maurizio Di Martino, Franco e Domenico Martorana.
Il mare oltretutto mi ha donato tante nuove esperienze che difficilmente avrei potuto fare tutte assieme con un altra quotidianita’.

AFM

Potrebbe interessarti anche:

Ottavio Belli, un artista sempre sulla cresta dell’onda

Ottavio Belli illusionista


Lascia un tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *