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<<Ieri alla mia festa di compleanno c’era un maaaagoooo! Si un mago, un mago vero!>>



    Ebbene, credo non ci sia miglior modo per divertire un bambino, se non con la magia. Un mondo nel quale i bimbi, nonostante vi siano centinaia di distrazioni tecnologiche, riescono ancora a sognare in modo genuino. Chi non ha mai sognato di essere un mago, e possedere una bacchetta con la quale si possa risolvere ogni problema?

    E’ proprio da questo che nasce il mio personaggio, un giovane mago prestigiatore che per quanto si impegni a mettere in pratica l’arte magica per trarne vantaggio, riesce a combinare solamente guai. Una parola magica che codifica per un incantesimo riesce sì a creare una magia, ma giammai con l’intenzione di partenza. Oggetti fastidiosi che si era prefissato di far scomparire per sempre si moltiplicano, fazzoletti che dovrebbero restare fermi e pronti per essere utilizzati dal mago o dai piccoli prestigiatori assistenti scappano tornando nelle loro scatole, bacchette magiche che non ne vogliono sapere di eseguire ordini, che volano, che si prendono gioco del povero Mago Leo.

    Il mago quindi non si prende seriamente, e gli stessi bambini trovano nelle sue situazioni bizzarre motivo di ilarità. La magia è compiuta, reale, ma il mago non ha idea del perché non riesca a controllarla come vorrebbe. Il prestigiatore conosce l'arte magica, ma non sa controllarla.

    Penso che un bambino non debba sentirsi inferiore a nessuno, che sia una maestra, un fratello, un animatore o un mago. Egli deve invece provare a se stesso che può arrivare a compiere ogni cosa che sia giusta e divertente. Devono prendere spunto senza difficoltà, copiare ed avere la libertà di fare ogni tentativo che li porti ad un risultato positivo. Per questo il Mago Leo non sarà solo un provetto incantatore, mago, stregone che sfoggia le sue incomprensibili abilità davanti al pubblico infantile, ma piuttosto un racconta storie che si trova li per caso, un uomo che dice di aver la stessa età del festeggiato, un burlone inconsapevolmente magico, uno a cui è possibile anche insegnare qualcosa, un mago che si fa dare un consiglio o che fa dire le parole magiche al pubblico perché delle sue non si fida un gran che.