Origini e storia dello spiritismo (parte quarta). Allan Kardec, il codificatore della dottrina spiritista.

Origini e storia dello spiritismo (parte quarta). Allan Kardec, il codificatore della dottrina spiritista.

Autore: Leonardo Carrassi*

Hippolyte Léon Denizard Rivail, conosciuto come Allan Kardec, fu il filosofo fondatore, promotore e codificatore dello spiritismo in tutto il mondo.

Nacque in una buona famiglia lionese il 3 ottobre 1804 e giá a dieci anni fu mandato a studiare in Svizzera, nell’istituto di Yverdon. Poliglotta, progressista e libero pensatore, divenne docente di Astronomia, fisiologia, chimica e fisica. Allievo di Pestalozzi, fu inoltre uno stimato pedagogista e pubblicó testi di rilievo, promuovendo la causa di un’istruzione migliore nella Francia della prima metá dell’800.

Dal 1854, pochi anni dopo i fatti di Hydesville e delle sorelle Fox, si dedicò allo studio dello spiritismo elaborando un pensiero filosofico che teorizzava un’evoluzione sociale e morale, resa possibile dallo studio delle manifestazioni spiritiche.

Il suo interesse verso la dottrina spiritista cominció quando nel 1854, l’amico Carlotti gli parlò di alcune sedute spiritiche con un tavolino a tre gambe. Il fenomeno che aveva già fatto scalpore in tutto il continente, solleticó la curiositá del professor Rivail tanto da voler subito approfondire l’argomento e assistere, probabilmente con un po’ di scetticismo, ai fenomeni medianici di cui tanto si parlava in quegli anni.

Il Professor Rivail, a digiugno di ogni teoria spiritistica, conosceva molto bene invece gli studi sul fluido magnetico di Paracelso, che Mesmer aveva reso noti e modaioli nella capitale francese nel 1780, scandalizzando gran parte dei parigini.

Inizialmente pensò che i fenomeni spiritici fossero legati al magnetismo, ma bastarono poche esperienze per ricredersi e abbandonare totalmente la teoria. Durante le sue prime sedute il professore rimase molto colpito, soprattutto dall’umanità e dalla saggezza degli spiriti, ed anche per questo decise di studiare piú approfonditamente lo spiritismo, materia a cui dedicó tutto se stesso fino alla fine dei suoi giorni. Le manifestazioni medianiche pensó, potevano dimostrare l’esistenza di un mondo parallelo e dare risposta al piú grande dubbio dell’uomo, la vita dopo la morte e l’esistenza di un aldilà.

Tuttavia, in quanto accademico e uomo di scienza, non si sbilanció a teorie azzardate finchè non raccolse dati ed esperienze sufficienti. Inizió quindi a Parigi, applicando con grande rigore il metodo scientifico di sperimentazione, e mai, come dichiaró, lasciandosi influenzare da entusiasmi e preconcetti. Fu infatti il primo a formulare una teoria spiritistica attraverso una ricerca metodica e scritti di grande spessore, teorizzando che i fenomeni medianici definiti “soprannaturali”, fossero invece regolati da vere e proprie leggi naturali, e che nulla avessero da spartire con magia e superstizione.

In un primo momento analizzó i quaderni di studio di Carlotti ed altri illustri uomini di cultura, appunti di esperienze medianiche raccolti in diversi anni di sedute, ma la confusione di quei dati, per altro non propri, lo fecero in un primo momento desistere. Ma durante una seduta pare che un’entità gli affidó il compito di divulgare la nuova dottrina all’umanità e da quel momento il professore interrogò gli spiriti, catalogando con grande rigore tutti i dati sperimentali.

Nel 1857 pubblicò a Parigi “Le livre des esprits” (Il libro degli spiriti). Decise inoltre di utilizzare lo pseudonimo di Allan Kardec (pare che il nome gli fosse stato assegnato da uno spirito durante una seduta, e che fosse il nome del lo stesso Professor Rivail in una vita precedente), differenziando cosí i suoi studi e i suoi scritti spiritistici dalle opere didattiche precedenti.

Nel 1858 fondò Revue Spirite (Rivista Spiritista) e poco dopo la “Société parisienne d’études spirites” con l’obiettivo di contribuire al progresso della scienza spiritistica. L’anno dopo pubblicò “Cos’è lo spiritismo”, e nel 1861 Il libro dei medium. In seguito “Il vangelo secondo lo spiritismo” testo del 1864, “Il cielo e l’inferno” del 1865 e “La Genesi” del 1868″. Quando Kardec scomparve alcuni amici raccolsero note e scritti inediti pubblicandoli in un volume che chiamarono “Opere postume”, uscito nel 1890. Tuttoggi le opere di Kardec costituiscono le linee guida della dottrina spiritistica, rappresentando il piú ampio punto di riferimento per gli spiritisti di tutto il mondo.

Allan Kardec morí a Parigi il 31 marzo 1869 dopo aver viaggiato per tutta la Francia diffondendo lo spiritismo, aggregando gli spiritisti in nuovi circoli e combattendo i ciarlatani che screditavano la dottrina. Le sue spoglie si trovano nel cimitero Père Lachaise di Parigi.

Sulla lapide vi è scritto «Naître, mourir, renaître encore et progresser sans cesse, telle est la Loi» (nascere, morire, rinascere per progredire sempre: tale è la legge).


 

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